Romain Gary: “La vita davanti a sè”

Romain Gary: “La vita davanti a sè”

Bello. Intenso e commovente.

“La vita davanti a sè”, di Romain Gary, narra le vicende di due vite al limite: Momò, un ragazzino figlio illegittimo di una prostituta, e Madame Rosà, una vecchia prostituta ebrea reduce da Auschwitz. La vicenda si svolge tutta nel sobborgo parigino di Belleville, un caleidoscopio multietnico di personaggi pieni di problemi, di vita e di umanità.

I grandi drammi dell’umanità (la Shoah) e gli interrogativi fondamentali sull’esistenza (la vecchiaia, la malattia, la libertà, la morte) sono visti con gli occhi di un bambino che, pur cresciuto troppo in fretta, riesce a mantenere un proprio candore ed una straordinaria chiarezza nel giudicare ciò che è giusto e ciò che non lo è, ma non in nome di astratte leggi o principi morali, bensì in ragione dell’amore.

Il romanzo è scritto benissimo, con intensità e realismo ma senza scadere mai nel cattivo gusto, e questo equilibrio trovato dall’autore è veramente ammirabile, perchè gli permette di mantenere la tensione emotiva della narrazione attraverso tutto lo svolgersi della vicenda.

Una lettura bella e che fa riflettere, specialmente di questi tempi in cui il razzismo e più in generale la paura del diverso segnano così profondamente le relazioni con il nostro prossimo.

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