Da qualche anno ho in casa la telefonia fissa con un operatore VoIP.
Come prima cosa ho attivato una connessione ADSL di quelle per cui non si paga il canone Telecom, poi ho sottoscritto il contratto VoIP ed ho ricevuto a casa il router.

router VoIP
Il router è un piccolo dispositivo che si collega alla linea ADSL da una parte, al telefono tradizionale dall’altra, e modula il segnale analogico del telefono secondo le specifiche VoIP, così che sia possibile riutilizzare l’apparecchio analogico già presente in casa. Il router dispone anche di un’uscita Ethernet per collegare il computer, oppure un access point WiFi o altro.
Non è stato facile installare e configurare il tutto, inoltro il servizio è ancora un po’ “ballerino”, in compenso risparmi sulla bolletta sono veramente notevoli: canone fisso inferiore ai 10 Euro al mese, compresa IVA e noleggio del router, e telefonate gratis in tutta Italia ai numeri di rete fissa, a tariffe più che ragionevoli verso i cellulari.
Ma se questi sono i risparmi possibili, perchè il VoIP non si è diffuso come speravano gli operatori che si sono lanciati in questo nuovo business?
La mia opinione è che i fattori limitanti il successo sono due:
Queste due fattori fanno sì che ad oggi i potenziali clienti di un servizio VoIP possano essere solamente utenti relativamente giovani, che abbiano la voglia di smazzarsi tutti i contratti e siano eventualmente disposti a cambiare numero di telefono. E’ chiaro che sono tagliati fuori una grandissima fetta di utenti che non usano Internet e non vogliono cambiare numero di telefono.
Da qui l’idea, che risale anche questa a un po’ di tempo fa (2007): contratti VoIP condominiali, con un’offerta articolata in questo modo.

Come possibile evoluzione si può pensare anche, per chi non abbia già il telefono fisso, di portare una connessione LAN in casa, con un telefono VoIP: in questo modo l’inquilino potrebbe avere telefono ed Internet con lo stesso contratto. Con tecniche di traffic shaping si potrebbe riservare la banda agli inquilini in funzione dell’uso che ne fanno e ripartire di conseguenza anche il canone ADSL.
Ma stiamo sul semplice: prendiamo un utente come una signora in pensione, sola, che sta ore al telefono con parenti ed amici. La signora in questione spende molto di bolletta, ma non cambierà mai contratto se è costretto a far installare in casa una scatola in più e, soprattutto, deve cambiare numero di telefono. Con la mia soluzione l’unica cosa che deve fare è la dismissione del contratto Telecom e la sottoscrizione del nuovo contratto, cosa che poi vedremo come può essere agevolata.
In sintesi, i costi sono i seguenti:
La rete di vendita per questo servizio c’è già, agguerrita ed autorevole: gli amministratori di condominio! Io ho provato a fare un sondaggio con il mio amministratore ed ho notato un grande interesse al proposito.
L’amministratore potrebbe proporre al condominio l’offerta in sede di riunione, e poi curare per conto dei condomini interessati la gestione della burocrazia, vedendosi riconosciuta una provvigione per ogni contratto chiuso.
Questa soluzione ha anche il pregio di essere modulare, nel senso che non è necessario che venga sottoscritta da tutti i condomini.
C’è un solo aspetto tecnico da indirizzare: le numerazioni di emergenza non sono tipicamente gestite dagli operatori VoIP. Questa limitazione può essere comunque superata programmando la centralina in modo che rimappi i numeri di pubblica utilità sui numeri del servizio corrispondente (Pronto soccorso, polizia, etc.) più prossimo al condominio, magari gestendo anche numeri di backup.
Come evoluzione del sistema si potrebbe pensare di collegare alla centralina anche altri dispositivi:
La verifica tecnica della fattibilità è stata fatta con gente del mestiere, sulla number portability bisognerebbe probabilmente combattere un po’ ma d’altra parte no pain, no gain. Se volete mettere in piedi una società che venda traffico VoIP con un’offerta innovativa ed ancora non presente sul mercato, questa può essere un’idea valida.
Voi che ne dite?
Sicuramente più utile dei commenti audio al codice
.
Ad ogni modo la tecnologia VoIP è ancora molto embrionale in Europa e questo è, ancora per il momento, la sua forza. Incapsulare le telefonate in frames IP significa portarsi in casa (nel vero senso del termine) tutte le problematiche di sicurezza che già sono affrontate per il traffico dati. Ci sono i protocolli di encrypting, è vero, ma da quello che so ancora non sono implementati nel VoIP (potrei cmq non essere aggiornatissimo in merito) per il semplice fatto che il bacino d’utenza è ancora poco significativo. Sempre per quest’ultimo motivo ci sono altre problematiche che non sono ancora state affrontate ma che dovranno esserlo. Senza farla troppo lunga basti pensare a due di queste:
1) problema di hacking dei server/gateways attraverso cui transitano le telefonate. Se non si mantiene la rete fisica per il VoIP separata da Internet significa aprire le porte ai contest dei vari hacker nel cercare di sabotare i nodi nei modi più esotici. Gli effetti per gli utenti possono essere i più svariati: dall’intercettazione di telefonate all’intrusione di esterni che possono sfruttare la propria linea per telefonate gratis al semplice disservizio se il proprio provider non è sufficientemente attrezzato per proteggersi. Ora… se a casa non ci funziona bene Internet è seccante ma prob ci dà meno fastidio del fatto che non ci funziona il telefono…
2) VoIP SPAM. Tutti sappiamo cosa significa ricevere la normale spam e le problematiche che lo spam filtering scatena. A questo punto basta trasferire il problema sulle telefonate con la differenza che una telefonata SPAM è sicuramente più seccante di una spam email visto che il telefono squilla e può farlo a qualsiasi ora del giorno o della notte. Questo fenomeno (chiamato SPIT — SPam over Internet Telephony) è assente in Europa ma ha già fatto la sua comparsa in Giappone (dove il VoIP è abbastanza diffuso) e negli USA dove sta iniziando a prendere piede. Esistono gli spam filters (come per le emails) ma questi non sono totalmente affidabili e mantenendo politiche di filtro troppo rigide significa rischiare di filtrare anche telefonate genuine. Senza contare l’effetto di intasamento che il traffico SPAM porta sulla linea…
Tutti questi problemi non sono ancora significativi per il fatto che ci sono ancora pochissimi utenti VoIP rispetto agli utenti Internet. 20 anni fa, quando Internet per uso domestico era appena agli inizi, lo spam-email era pressoché assente… Abbiamo visto in 20 anni cosa è successo.
Mi fermo qui per non farla troppo lunga… In sintesi tutti quelli di cui ho parlato non sono problemi nuovi e le soluzioni ci sono già. Il problema è che queste soluzioni non sono e non saranno mai perfette. La differenza è che gli effetti negativi sulla telefonia ho paura saranno più marcati di quelli che già sono conosciuti per il normale traffico dati.
Che bel commento!
In realtà nella mia idea i due canali (Internet e VoIP) sono separati (salvo lo scenario più evoluto che però non mi sembra molto interessante sul piano commerciale).
Se la società che vende il VoIP vende anche la connessione ADSL, il problema delle intrusioni dovrebbe essere molto ridotto, in quanto l’unico punto di attacco sarebbe proprio il protocollo del VoIP (il server ed i telefoni starebbero sostanzialmente su una rete dedicata).
Le tue considerazioni sono ragionevoli e condivisibili, d’altra parte la maturità di questa tecnologia non è sicuramente quella della telefonia tradizionale, ma prima o poi bisognerà cambiare, e quando si cambia meglio esserci prima.
Mandi