Un Social Network per musicisti

Un Social Network per musicisti

Comincio a credere in una variante di quello che in economia si chiama “principio del mercato efficiente”, da applicare alle idee: il nome potrebbe essere “principio dell’ideazione efficiente”, o qualcosa di simile. L’enunciato è il seguente:

Se ti sembra di aver avuto una buona idea, qualcun’altro l’avrà già avuta prima di te”.

E aggiungerei questo corollario:

Se è veramente buona, quel qualcuno, oltre ad averla già pensata, l’ha anche già realizzata“.

L’anno scorso, al  rientro dalle ferie di agosto, ho pensato, insieme ad alcuni amici, ad un Social Network dedicato a chi scrive musica, per permettere di condividere le tracce musicali e realizzare dei pezzi componendo i contributi dei vari autori. La musica sarebbe stata rilasciata con licenza tipo Creative Commons e, in caso di utilizzo commerciale, i diritti d’uso sarebbero stati retrocessi ai vari compositori. Questo detto in tre parole, ma l’idea è molto più articolata ed interessante.

Ho preparato un Powerpoint che descrive per sommi capi l’idea e l’ho sottoposto ad alcuni amici, esperti di Open Source e comunità, riscuotendo commenti positivi al riguardo.

Stavo capendo come mettere in piedi un gruppetto di persone per realizzare un prototipo del sito quando sono incappato in un feed di Wired che puntava al sito Indaba Music: ecco che ho visto la mia idea realizzata…

Cosa mi resta? Il principio di ideazione efficiente (che continuerò pervicacemente a cercar di smentire) ed una presentazione Powerpoint: li condivido entrambi con voi.

Aggiornamento del 25 gennaio 2008:
Ho scoperto un altro sito che fa lo stesso lavoro: JamGlue.  Non l’ho provato, ma per il momento vince la gara per il miglior nome e per il miglior logo. Sul piano tecnologico poi mi hanno dato un paio di dritte veramente interessanti circa il Cloud Computing.
E nel frattempo…un’altra ideuzza mi frulla nella testa. Stay tuned!

2 commenti »

  1. Dani Says:

    Caro Amico Alberto, il tuo sito mi stupisce ogni giorno di più. Come sai ormai sono avvezzo alle tue vulcaniche uscite, ma nel mio piccolo vorrei portare un contributo controcorrente ai tuoi enunciati.
    In primis partirei da una riformulazione del concetto di efficienza del mercato. Addirittura rimettendo proprio in discussione un concetto chiave dell’Ing. Pareto e della sua teoria delle soluzioni Pareto-efficienti.
    Vilfredo Pareto ci spiegò che l’efficienza si realizza quando l’allocazione delle risorse è tale per cui non sia possibile apportare miglioramenti paretiani al sistema, cioè non si può migliorare la condizione di un soggetto senza peggiorare la condizione di un altro soggetto. Le ipotesi iniziali sono [comunque e con tutti i limiti del caso] quelle di preferenze e tecnologie [ed io aggiungo di tempo, risorsa non trascurabile] date.
    E qui inizia invece la reimpostazione “favilliana” della teoria: il filo conduttore di questo blog è una sorta di open-source-philosophy che permette una forzatura sul concetto che scardina anche il tuo primo teorema (“Se ti sembra di aver avuto una buona idea, qualcun’altro l’avrà già avuta prima di te”): se ti sembra di aver avuto una buona idea, [anche se] qualcun altro l’avrà già avuta prima di te, la cosa non può che migliorare la condizione di un soggetto (te stesso, ovvero autostima a 1.000) [bada ben] migliorando la condizione di qualcun altro (chi ti legge nel blog!). Ergo: benvenuta la duplicazione delle buone idee.
    In secundis, direi che il corollario (“Se è veramente buona, quel qualcuno, oltre ad averla già pensata, l’ha anche già realizzata”) è un classico concetto che dipende dal time-to-market, legato ad una visione non-open-source-philosophy. Allora direi che possiamo coniugare tempo e open-source: hai mai pensato che se è veramente buona probabilmente è perchè è semplice e vincente? La cosa assorbe troppo tempo a pensare che sia veramente buona o che abbia difetti: quindi l’imperativo assoluto è INIZIARE. Al limite ci sarà qualcuno che ti dice: “Anch’io ho la stessa idea, collaboriamo?”. A meno che non ti faccia causa…ma non è nella filosofia qui sposata!
    Un saluto, Dani

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  2. alberto Says:

    Grande Danilo!
    Commento stupendo. Che dire: mi hai “sgamato” in pieno, gli amici di vecchia data non si riesce proprio a fregarli, eh?

    Un abbraccio e a presto

    Alberto

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