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	<title>Commenti a: Un Social Network per musicisti</title>
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	<link>http://www.faville.it/idee/un-social-network-per-musicisti</link>
	<description>, ovvero: divagazioni semiserie su musica, idee e quant’altro…</description>
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		<title>Di: alberto</title>
		<link>http://www.faville.it/idee/un-social-network-per-musicisti/comment-page-1#comment-62</link>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 13:39:03 +0000</pubDate>
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		<description>Grande Danilo!
Commento stupendo. Che dire: mi hai &quot;sgamato&quot; in pieno, gli amici di vecchia data non si riesce proprio a fregarli, eh?

Un abbraccio e a presto

Alberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Danilo!<br />
Commento stupendo. Che dire: mi hai &#8220;sgamato&#8221; in pieno, gli amici di vecchia data non si riesce proprio a fregarli, eh?</p>
<p>Un abbraccio e a presto</p>
<p>Alberto</p>
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		<title>Di: Dani</title>
		<link>http://www.faville.it/idee/un-social-network-per-musicisti/comment-page-1#comment-61</link>
		<dc:creator>Dani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 13:27:06 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Amico Alberto, il tuo sito mi stupisce ogni giorno di più. Come sai ormai sono avvezzo alle tue vulcaniche uscite, ma nel mio piccolo vorrei portare un contributo controcorrente ai tuoi enunciati.
In primis partirei da una riformulazione del concetto di efficienza del mercato. Addirittura  rimettendo proprio in discussione un concetto chiave dell&#039;Ing. Pareto e della sua teoria delle soluzioni Pareto-efficienti. 
Vilfredo Pareto ci spiegò che l&#039;efficienza si realizza quando l&#039;allocazione delle risorse è tale per cui non sia possibile apportare miglioramenti paretiani al sistema, cioè non si può migliorare la condizione di un soggetto senza peggiorare la condizione di un altro soggetto. Le ipotesi iniziali sono [comunque e con tutti i limiti del caso] quelle di preferenze e tecnologie [ed io aggiungo di tempo, risorsa non trascurabile] date.
E qui inizia invece la reimpostazione &quot;favilliana&quot; della teoria: il filo conduttore di questo blog è una sorta di open-source-philosophy che permette una forzatura sul concetto che scardina anche il tuo primo teorema (“Se ti sembra di aver avuto una buona idea, qualcun’altro l’avrà già avuta prima di te”): se ti sembra di aver avuto una buona idea, [anche se] qualcun altro l&#039;avrà già avuta prima di te, la cosa non può che migliorare la condizione di un soggetto (te stesso, ovvero autostima a 1.000) [bada ben] migliorando la condizione di qualcun altro (chi ti legge nel blog!). Ergo: benvenuta la duplicazione delle buone idee.
In secundis, direi che il corollario (&quot;Se è veramente buona, quel qualcuno, oltre ad averla già pensata, l’ha anche già realizzata&quot;) è un classico concetto che dipende dal time-to-market, legato ad una visione non-open-source-philosophy. Allora direi che possiamo coniugare tempo e open-source: hai mai pensato che se è veramente buona probabilmente è perchè è semplice e vincente? La cosa assorbe troppo tempo a pensare che sia veramente buona o che abbia difetti: quindi l’imperativo assoluto è INIZIARE. Al limite ci sarà qualcuno che ti dice: “Anch’io ho la stessa idea, collaboriamo?”. A meno che non ti faccia causa…ma non è nella filosofia qui sposata!
Un saluto, Dani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Amico Alberto, il tuo sito mi stupisce ogni giorno di più. Come sai ormai sono avvezzo alle tue vulcaniche uscite, ma nel mio piccolo vorrei portare un contributo controcorrente ai tuoi enunciati.<br />
In primis partirei da una riformulazione del concetto di efficienza del mercato. Addirittura  rimettendo proprio in discussione un concetto chiave dell&#8217;Ing. Pareto e della sua teoria delle soluzioni Pareto-efficienti.<br />
Vilfredo Pareto ci spiegò che l&#8217;efficienza si realizza quando l&#8217;allocazione delle risorse è tale per cui non sia possibile apportare miglioramenti paretiani al sistema, cioè non si può migliorare la condizione di un soggetto senza peggiorare la condizione di un altro soggetto. Le ipotesi iniziali sono [comunque e con tutti i limiti del caso] quelle di preferenze e tecnologie [ed io aggiungo di tempo, risorsa non trascurabile] date.<br />
E qui inizia invece la reimpostazione &#8220;favilliana&#8221; della teoria: il filo conduttore di questo blog è una sorta di open-source-philosophy che permette una forzatura sul concetto che scardina anche il tuo primo teorema (“Se ti sembra di aver avuto una buona idea, qualcun’altro l’avrà già avuta prima di te”): se ti sembra di aver avuto una buona idea, [anche se] qualcun altro l&#8217;avrà già avuta prima di te, la cosa non può che migliorare la condizione di un soggetto (te stesso, ovvero autostima a 1.000) [bada ben] migliorando la condizione di qualcun altro (chi ti legge nel blog!). Ergo: benvenuta la duplicazione delle buone idee.<br />
In secundis, direi che il corollario (&#8220;Se è veramente buona, quel qualcuno, oltre ad averla già pensata, l’ha anche già realizzata&#8221;) è un classico concetto che dipende dal time-to-market, legato ad una visione non-open-source-philosophy. Allora direi che possiamo coniugare tempo e open-source: hai mai pensato che se è veramente buona probabilmente è perchè è semplice e vincente? La cosa assorbe troppo tempo a pensare che sia veramente buona o che abbia difetti: quindi l’imperativo assoluto è INIZIARE. Al limite ci sarà qualcuno che ti dice: “Anch’io ho la stessa idea, collaboriamo?”. A meno che non ti faccia causa…ma non è nella filosofia qui sposata!<br />
Un saluto, Dani</p>
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